Arco del Camicia

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Descrizione

La località che oggi appare come un oscuro e anonimo borghetto, con ampi caseggiati allineati lungo la strada stretta e senza marciapiedi, sino alla metà del secolo scorso, fu un punto di riferimento e incontro. Da documenti dell’epoca sappiamo che alla fine del XIX secolo vi erano una bottega di generi alimentari e un macellaio, mentre nel 1911 vi vengono censiti un falegname, un calzolaio, un parrucchiere. In tempi più recenti vi fu aperto il posto pubblico di telefono. Nel 1908 quattordici soci “tutti rigorosamente operai e contadini”, fondarono la Cooperativa di Consumo dell’Arco del Camicia rimasta attiva sino agli anni Ottanta. Fu all’Arco del Camicia che nel 1903 prende vita la Società Corale e di Mutuo Soccorso “Gustavo Modena”.

Il toponimo Camicia ha origini antiche ed è riconducibile al nome del proprietario dell’antica Osteria del Camicia, menzionata nelle carte dei Capitani di Parte Guelfa (1584), ed anche dal Campione Stradale del 1774; tale attribuzione è provata anche dall’esistenza del cognome ‘Camici’, appartenente a una famiglia attestata nel luogo sino ai primi decenni del secolo scorso. Erano denominati ‘Camicia’ ben quattro poderi adiacenti alla località.

Il toponimo Arco compare in epoca più recente, la prima documentazione risale al 1776 ed è attestata dal catasto Lorenese. Si può supporre che la sua costruzione sia avvenuta proprio in quegli anni. Nella cartografia IGM il toponimo appare dal 1880.

Gli edifici del Camicia nei secoli XV e XVI erano posseduti dalla famiglia Mannini, e, più tardi, appartennero ai Castellani. Alla fine del XVIII secolo Bindo Peruzzi risultava proprietario di una casa nuova con stallone a terreno, 4 stanze sopra e salotto di comunicazione con l’Osteria detta del Camicia, sopra la strada che va a Paterno, posta sulla strada maestra Aretina. Della proprietà Peruzzi resta lo stemma della famiglia, con le caratteristiche pere, raffigurato in una formella in pietra serena posta sulla facciata dell’edificio alla sinistra dell’arco.

Come arrivare

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La redazione del giornale eChianti.it