Furbetti dei rifiuti, arrivano i controlli dei cassonetti

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Collegata alla centrale della Polizia municipale e dell’Ufficio ambiente, monitorerà le diverse postazioni di cassonetti e le aree del territorio per contrastare gli abbandoni selvaggi. Si potenzia così il sistema di videosorveglianza che prevede l’impiego di otto nuove telecamere fisse in tutto il comune.

Un grande occhio puntato sulle postazioni di cassonetti e bidoncini del territorio più a rischio per l’abbandono selvaggio dei rifiuti. Per contrastare furbetti e incivili, a Bagno a Ripoli da oggi entra in funzione una nuova telecamera itinerante. Operativa grazie ad una batteria e senza bisogno di alimentazione elettrica, sarà collocata di volta in volta nelle aree più “sensibili” del comune, quelle frequentemente prese di mira dagli “sporcaccioni” che vi realizzano vere e proprie discariche a cielo aperto. Sorvegliati speciali saranno ad esempio il parco di Mondeggi, le frazioni di Ponte a Ema e Balatro, piazza di Croce a Varliano, Osteria Nuova e il parcheggio in località La Fonte, le frazioni di Candeli e Villamagna, il parcheggio I Ponti.

Tramite un sofisticato sistema wireless, le immagini della telecamera mobile vengono registrate e acquisite dalla Polizia municipale e dall’Ufficio comunale all’ambiente, che possono disporne e visionarle anche in diretta. Lo speciale occhio anti-sporcaccioni è costato circa 2mila euro e si aggiunge ad altre otto telecamere fisse con cui il Comune sta potenziando il sistema di videosorveglianza sul territorio e in particolare nelle frazioni collinari. Un pacchetto da 35mila euro finanziato dal “bando periferie” che sta trovando concretezza proprio in queste settimane con l’installazione dei nuovi impianti.

“Continua con forza la lotta agli abbandoni selvaggi dei rifiuti – dicono il sindaco Francesco Casini e l’assessore all’ambiente Enrico Minelli -. Con la nuova telecamera avremo un’arma in più per contrastare comportamenti che sono dannosi per l’ambiente e costosissimi per la comunità, vista la dispendiosa macchina che deve mettersi in moto quando c’è un abbandono, che vale circa 35-40mila euro l’anno. Abbiamo fatto grandi passi in avanti, la tutela dei nostri luoghi e il rispetto della civiltà prima di tutto”.