Fabbri Petrioli, da quasi tre secoli sono loro i “domatori” del ferro | FOTO

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Fratelli Petrioli, fabbri in Antella dal 1927. Ma la storia degli artigiani inizia già nel 1740, a Lappeggi…

Oltre due secoli di storia, prima a Lappeggi, poi dagli anni Venti del Novecento all’Antella, è la ditta dei Fratelli Petrioli: fabbri, artigiani del ferro.

Nella bottega di Via Pulicciano, poco sopra al Circolo, all’imbocco della salita che porta alla scuola elementare e poi a Croce a Balatro, si respira tutta questa storia che viene da tempi lontani. La forgia, la mola, il tornio, i trapani e l’incudine. Il pavimento in cotto e il soffitto alto su cui corre un ingegnoso sistema a binario per spostare il materiale pesante da un settore all’altro del laboratorio. E poi le barre di ferro da lavorare e già lavorate. Battute, spesso, ancora a mano, da Pietro e Stefano, eredi dell’antica arte che fu del loro padre, dei loro zii e dei loro nonni.

Il fabbro (dal latino faber – bri) è l’artigiano che doma il ferro e le sue caratteristiche per mezzo della forgiatura e della tempra. Un demiurgo che con l’ausilio dell’acqua e del fuoco plasma uno degli elementi più resistenti della terra. Non è un caso che i romani associassero ai fabbri, come loro protettore, il dio Vulcano, già identificato con il dio greco Efesto, signore del fuoco e della lavorazione dei metalli.

Di questo antico mestiere i Petrioli ne sono interpreti dal 1740 (o 1745).

Fu Gaetano Petrioli, a Lappeggi – al ‘treno’, la fila di case della piccola frazione di Bagno a Ripoli – ad aprire la prima bottega di fabbro. Lì rimase fino al 1927, quando Pietro (classe 1865) si trasferì all’Antella. Assieme ai figli (Giovanni, Gino, Emilio, Attilio), aprì l’attività nell’attuale sede con la Ditta Petrioli Pietro e Figli.

Nel 1967 la ditta diventò Fratelli Petrioli SDF fu Pietro. A condurla erano Piero e Libero, rispettivamente zio e babbo di Pietro e Stefano.

Negli anni Ottanta e Novanta, Stefano (nato nel 1961) e Pietro (1974) cominciarono a lavorare in bottega. Per alcuni anni come dipendenti poi, alla morte di Libero, come diretti gestori della ditta che nel 1998 diventò Fratelli Petrioli di Petrioli Pietro & C s.n.c.

In palazzi, ville, giardini e case comuni in giro per Firenze e per le campagne, sono tanti i cancelli, le ringhiere, le inferriate, le porte e gli infissi lavorati nella bottega dei Fratelli Petrioli all’Antella.

Un mestiere e una tradizione, quella di Pietro e Stefano, portata avanti con passione. “Un lavoro che – dice Stefano – all’inizio non volevo fare ma che ora non cambierei con nessun altro al mondo”.