“Granacci”, a scuola come al College | VIDEO

345

Presentato il progetto didattico “Classi senza aule” basato sul superamento dell’aula tradizionale, che dal 15 ottobre coinvolge oltre 300 studenti ripolesi. Ogni insegnante ha un proprio spazio attrezzato e gli alunni (non più i prof) si spostano da uno all’altro al cambio di ora. Dal Comune investimenti per 50mila euro

La rivoluzione, alla scuola media “Francesco Granacci” di Bagno a Ripoli, è iniziata il 15 ottobre. Un lunedì in cui le aule sono state sostituite da laboratori disciplinari, ognuno dedicato ad una materia specifica e gli studenti – e non più i professori – hanno iniziato a cambiare classe al suono di ogni campanella, utilizzando come punto di appoggio gli armadietti colorati collocati nei corridoi. Oltre 320 gli alunni ripolesi di prima, seconda e terza media ad essere coinvolti da “Classi senza aule”, innovazione didattica che nasce dal Progetto Dada (Didattica per ambienti di apprendimento) sostenuto dall’Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa (Indire). La scuola “Granacci” è tra le prime sul territorio metropolitano ad aver adottato il progetto. E fondamentale è stato il contributo del Comune, che ha investito circa 50mila euro per la revisione funzionale degli spazi interni alla scuola e la realizzazione delle aule – laboratorio, una ventina in totale. È stato infatti necessario accorpare quattro aule attigue, modificare un percorso interno in un corridoio per agevolare gli spostamenti degli alunni tra una lezione e l’altra. Oltre all’acquisto degli armadietti per ciascuno studente.

A quasi un mese dall’avvio ufficiale del progetto, servito agli alunni per “rodare” le novità, “Classi senza aule” è stato presentato stamani ufficialmente alla stampa.

“Gli armadietti colorati sono il segno più evidente che qualcosa è cambiato – spiega la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo ‘Teresa Mattei’ Amalia Bergamasco – ma la trasformazione profonda si ha nel modo di fare lezione. Ogni aula diventa luogo di apprendimento accogliente, fondamentale per stimolare la conoscenza, dotato di strumenti che i professori non potrebbero trasportare da un’aula all’altra, in grado di dare davvero un valore aggiunto agli insegnamenti, di renderli ancora più interessanti e coinvolgenti. Rimane la lezione frontale ma è seguita da un lavoro a gruppi, con una collocazione in cerchio dei banchi. Non solo. Non esistendo più una classe per ogni sezione, gli studenti diventano responsabili di tutte le aule, quindi di tutta la scuola, imparano ad essere più autonomi, anche nella cura degli spazi”.

Con “Classi senza aule” la scuola viene divisa per dipartimenti (lettere, matematica, scienze, lingue, musica, arte e tecnologia), ognuno contraddistinto da un colore diverso e dal nome di un personaggio rappresentativo della materia: Dante, Darwin, Fibonacci, Merini, Mennea ecc… Gli alunni hanno l’orario settimanale con l’indicazione delle aule disciplinari. La mattina, quando entrano a scuola, lasciano zaino, cappotto e quaderni nel proprio armadietto e si spostano nella prima aula disciplinare per le prime due ore di lezione. Poi tornano all’armadietto, prendono l’occorrente per la lezione successiva e si recano nella nuova aula disciplinare. “La novità – spiega la professoressa Bergamasco – è stata accolta bene fin da subito, i ragazzi sono bravissimi e oggi ‘migrano’ da un’aula all’altra in soli quattro minuti”.

“Il nostro territorio – dice il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini – si distingue da sempre per l’attenzione all’innovazione in campo didattico e la qualità dell’offerta scolastica, di altissimo livello in tutti i nostri istituti comprensivi. Il progetto della ‘Granacci’ è in linea con questa tradizione e lo abbiamo sostenuto con interesse e curiosità, le aule disciplinari introducono un nuovo modo di fare lezione e la risposta degli studenti per il momento è molto positiva. Un ringraziamento a tutto il corpo docente che sta affrontando questa nuova sfida con professionalità ed entusiasmo”.