Crescere i figli in armonia con la loro personalità

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Genitori ed insegnanti hanno da sempre il compito di educare i bambini, ma il vero significato di questa parola si è perso nel corso del tempo.

Educare deriva dal termine latino “e-ducere”, che significa “portare fuori”, quindi racchiude in sé il principio secondo il quale il bambino, fin dalla prima infanzia, possiede qualcosa di spontaneo e personale. L’adulto che ne è responsabile ha il compito di fare in modo che emerga.

La ricerca scientifica dimostra che ogni bambino nasce con un proprio carattere innato, fatto di istintive preferenze e di strategie diverse per reagire agli stimoli. Il compito, e del resto l’istinto, delle persone che si occupano della sua crescita è quello di proteggere il bambino, così che l’ambiente interagisca in modo armonico con il carattere innato e formi una personalità autentica.

I traumi infantili sono particolarmente dannosi, poiché provocano nel bambino un’angoscia di grande intensità, legata alla effettiva impotenza e fragilità che caratterizzano la condizione infantile. Ne consegue una sensazione di pericolo e di allarme continuo, che conducono il bambino a sacrificare la ricerca delle proprie inclinazioni in favore della ricerca di sicurezza. I bambini abusati, maltrattati o traumatizzati non hanno la possibilità di sentirsi protetti e crescere spensierati, ma sono costretti ad utilizzare ogni capacità ed energia per controllare di essere al sicuro.

Oltre al principio di protezione e sicurezza,  la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza riconosce il diritto allo sviluppo ed al rispetto della  personalità del minore come un diritto fondamentale.

Maria Montessori fu una delle prime educatrici a considerare l’educazione come uno strumento di libertà: “Il piccolo rivela se stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi, non quando viene coartato da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore”.

Secondo la Montessori il bambino, per sviluppare la propria creatività ed apprendere con successo, deve essere lasciato libero di muoversi, in modo da scoprire e scegliere cosa è più giusto e piacevole per lui, all’interno di un sistema di regole che lo proteggono e gli danno sicurezza. L’educatore può altresì promuovere lo sviluppo della personalità del bambino proponendo stimoli e attività, che il bambino sarà libero di scegliere o declinare.

L’educatore, quindi anche il genitore, ha il compito di vegliare per garantire la libertà di scelta e di esplorazione. Il bambino ha bisogno di potersi fidare dell’ambiente che ha attorno, della protezione che riceve garantita all’amore che percepisce, per potersi occupare del suo sviluppo. Ha necessità di sentirsi accolto e amato per quello che è, non per quanto è capace di corrispondere alle aspettative dell’adulto di riferimento.

Dobbiamo ammettere che non è facile per noi genitori accettare la delusione delle proprie aspettative nei confronti del figlio, che  rappresentano il naturale investimento affettivo che gli viene rivolto molto spesso fin da prima del suo concepimento. Lo sforzo più grande di un genitore, che voglia permettere al figlio di crescere in armonia con la propria personalità, sarà quello di concedere la differenza e tollerare il contrasto.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, con una discussione aperta con professionisti ispirata dalla visione di un cortometraggio d’autore, l’appuntamento è per giovedì 25 maggio presso il ristorante Quinoa, Vicolo di Santa Maria Maggiore 1 a Firenze.

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Psicologa specializzata in psicoterapia psicoanalitica. Consulenza psicologica; sostegno alla persona, alla genitorialità e alla coppia; consulenza tecnica per il Tribunale in materia di separazione e affidamento di minori.