VILLA LA TANA a Candeli nel comune di Bagno a Ripoli

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by Sheila Tagliaferro

I Medici e le loro mogli furono degli ottimi amministratori dell’ingente patrimonio familiare che si tramandava nelle generazioni, quello immobiliare in modo particolare. A testimonianza di questo, oltre ai meravigliosi palazzi di Firenze, abbiamo le numerose ville che impreziosiscono i territori fuori dalla città, che i signori di Firenze acquistarono, costruirono, ampliarono; arricchendole con stupendi giardini, parchi, fontane, per non parlare di mobili pregiati, affreschi, stucchi, quadri, statue e un’infinità di oggetti preziosi.

Nel nostro viaggio tra le dimore medicee del territorio di Bagno a Ripoli non può mancare la tappa di villa “La tana”, che in realtà dei Medici non è mai stata, non rientra infatti nell’elenco delle 14 ville Unesco, dove invece troviamo sia Lappeggi che Lilliano. Il fatto è che seppur mai di proprietà della potente famiglia, la sua vicenda si è comunque intrecciata con essa, vedremo tra poco in che modo.

Situata in posizione elevata sul versante che si affaccia sulla valle dell’Arno della collina di Candeli, l’edificio domina la valle, regalando una bellissima visuale della sua forma elegante e aggraziata, a chi arriva da Firenze, percorrendo la via di Rosano, ma anche dall’altra sponda del fiume si gode della sua vista, incorniciata dal verde paesaggio delle pendici di Villamagna, in cui è incastonata.

Veduta di Villa la Tana (foto dal web)

L’esistenza dell’edificio ha origine già nel Quattrocento, quando è documentata la presenza di una casa turrita, di proprietà dei Buccelli di Montepulciano prima, e dei Landi di Castellina in Chianti poi.
E’ nel 1570 che la villa però entra nella storia, perchè viene acquistata da Piero di Ser Zanobi Bonaventuri e sua moglie Bianca Cappello. Sì, proprio lei, la bella veneziana che rapirà il cuore del granduca Francesco I de’Medici per diventarne prima amante e poi discussa sposa; anzi parrebbe che proprio all’epoca dell’arrivo in questa casa il granduca e la nobile dama veneziana fossero già in dolci rapporti, il che spiega come il semplice impiegato di banca Bonaventuri avesse potuto permettersi un tale acquisto…
(Ma lasciamo il gossip alla prossima volta, quando vi parleremo nel dettaglio della bella Bianca!)

Antica veduta di Villa la Tana (foto dal web)

Fu probabilmente in questo periodo che lo spartano edificio a due piani con un salone al centro, subì un primo intervento di ampliamento, anche se dopo breve tempo la futura duchessa, cedette la struttura all’Ospedale di Santa Maria Nuova.
Nel 1631 la costruzione divenne proprietà dei Ricasoli, e fu poi proprio il Barone Leon Francesco Pasquale Ricasoli, che ne promosse la vera ed effettiva totale ristrutturazione, eseguita sotto la direzione di Giulio Foggini.

Ecco che ne ‘700 la semplice casa divenne a tutti gli effetti una vera e propria villa, impreziosita da molti pregiati dettagli, primo su tutti la bellissima e scenografica scalinata ricurva, divisa in due rampe, con al centro una piccola grotta ninfeo, dedicata a Nettuno, con una vasca riccamente decorata con tasselli in pasta di vetro e conchiglie; la scalinata è inoltre impreziosita da bellissime statue di cotto a grandezza naturale.

Tra gli abitanti di Candeli si tramanda ancora il racconto che quelle conchiglie e quei ciottoli che compongono la pavimentazione, sono stati raccolti lungo la riva dell’Arno e donati dai bambini della zona, in un clima che io mi immagino di partecipazione totale, se non pratica, di sicuro emotiva, agli importanti lavori settecenteschi, da parte di tutta la gente del posto, che non era altro che la popolazione del contado, che viveva e lavorava nella tenuta agricola che comprendeva tutti i territori limitrofi alla villa.

La bellissima facciata dalla forma leggera e delicata, è addolcita da volute decorative e da un grande orologio al centro, sotto il quale svetta imponente lo stemma della famiglia Ricasoli Firidolfi, diviso in quattro parti che rappresentano ciascuna una casata della famiglia.
I giardini sul retro, sono decorati da bellissime aiuole geometriche, secondo quella tradizione che verrà definita “giardino all’italiana”, composto da siepi di bosso, gelsomini, rose, lavanda, lecci, magnolie, senza dimenticare le piante di agrumi e la limonaia; insomma, un tripudio di fragranze che hanno ispirato l’attuale proprietaria, Simone

Cosac, a creare una linea di essenze che è divenuto un brand di fragranze artistiche la cui prima creazione è stata proprio il profumo dedicato a Bianca Cappello.

Da ricordare infine sono i preziosi interni, primo su tutti il bellissimo salone decorato dagli affreschi di Antonio Cioci, eseguiti nel 1772, raffiguranti località marine incorniciate da elaborati stucchi, ma da sottolineare sono anche i bellissimi pavimenti in seminato alla veneziana, e i solai in legno decorato.
Tutto l’edificio ha subito un lungo intervento di restauro filologico, che ha riguardato sia le parti strutturali che gli elementi decorativi, come portali, scale, busti in gesso e cotto, fino agli spazi esterni.
Purtroppo è una residenza privata e non è quindi visitabile, ma si può costeggiare e ammirare nel corso di una bella passeggiata lungo la collina che da Candeli sale a Villamagna.

Veduta laterale di Villa la Tana (foto dal web)
Interno di Villa la Tana (foto dal web)
Veduta laterale di Villa la Tana (foto dal web)
Parte dei giardini di Villa la Tana (foto dal web)
Veduta da Villa la Tana (foto dal web)

Chi è Sheila Tagliaferro?

Sheila Tagliaferro è veneta, si è trasferita a Firenze per studiare all’Accademia di Belle Arti dove si è diplomata in pittura.
Da diversi anni  vive a Bagno a Ripoli dove è attiva nel gruppo di danze storiche “Balletto rinascimentale” della contrada Alfiere, all’interno del quale si occupa di rievocazione e studio dell’epoca medievale e rinascimentale.
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