Il Parco – Giardino di GRASSINA

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By Andrea Bettarini

Una volta arrivati nella zona sportiva della Casa del Popolo di Grassina come si fa a non restare colpiti dalla scultura in bronzo colorato di Francesco Battaglini? L’opera dal titolo “ La virtù della fortezza “ ci presenta un insolito Pinocchio, con zaino in spalla, pronto ad affrontare un leggero pendio.

Accogliamo l’invito del celebre burattino mettendoci in cammino.

Una volta superato lo spazio giochi per i bimbi, il pallaio per il gioco delle bocce, lasciandoci a sinistra il Ponte del Risorgimento ci si inoltra per un tratto ombreggiato dal quale nasce il percorso pedociclabile Ponte a Niccheri – Grassina.

Incontriamo una targa posta in ricordo di Doriano Galli Medaglia d’argento al valor militare, un giovane di diciassette anni, che con coraggiosa iniziativa personale, nell’estate del 1944 disinnescò le mine piazzate dai tedeschi in ritirata sotto i ponti del torrente Grassina evitandone la distruzione.

Attraversiamo la strada di fronte alla Chiesa di San Michele a Tegolaia e proprio dinanzi al circolo Acli un monumento ricorda i “ Caduti nelle guerre volute dal fascismo e nella guerra di liberazione nazionale. “
Superate le strutture sportive della Società Albor si accede al parco vero e proprio. Nell’area alla destra del percorso sono stati piantati alberi da frutto: meli, delle varietà annurca, golden delicius. Grammy Smith, peri Williams rosso. Un modo per richiamare alla mente quella che era la vocazione agricola della piana di Bagno a Ripoli: Il giardino più delizioso come lo definì il geografo Emanuele Repetti nel 1833. Un pomario che riforniva di frutta la vicina città di Firenze.

Melo

Il parco – giardino di Grassina. adagio, adagio fluisce accompagnato dallo scorrere dell’Ema.

Lungo Ema

Un airone cenerino segue, planando, il corso del torrente posandosi su un cumulo di massi che affiorano dall’acqua. Rimane immobile in mezzo alla corrente. Sollevando lo sguardo sopra la fitta vegetazione di Belmonte, in alto nel cielo volteggia una poiana pronta a lanciarsi su una piccola, malcapitata, preda.

La pista pedociclabile non poteva essere intitolata che al grande campione Gino Bartali.

Pista Gino Bartali

Lungo gli argini del torrente alberi di alto fusto, si possono riconoscere acacie, robinie, gelsi, un vecchio noce. Nella parte destra, un susseguirsi di elementi d’arredo per giardini, oltre un centinaio di giovani alberi che ancora non sono tali da ombreggiare le panchine. Per tale assenza è stata predisposta una vasta tettoia ombreggiante.

Elementi arredo

Una zona recintata e attrezzata è riservata ai nostri amici a quattro zampe dove possono scorrazzare liberi e in totale sicurezza.

Zona cani

Una recente acquisizione del Parco è l’apiario con due arnie.

Arnie

La passeggiata si conclude all’incrocio con il viale che porta a Ponte a Niccheri. Poco prima non possiamo fare a meno di notare una fitta vegetazione che affianca il percorso, arbusti serrati uno affianco all’altro, alberi della stessa specie. E’ l’ailanto una pianta infestante che si moltiplica in modo eccessivo. L’ailanto o dal fascinoso nome di albero del paradiso è una pianta che viene dalla Cina. Nell’ottocento fu importata in Europa, come pianta ornamentale. In quel periodo le cineserie erano di gran moda, giardini e viali erano popolati di ailanto. E’ una pianta che genera facilmente dei polloni da questi nascono nuovi esemplari. Ha la capacità di moltiplicarsi in maniera incontrollata.

Ailanto

Il parco – giardino di Grassina è da consigliarsi per chi vuole fare jogging o una semplice passeggiata, chi vuole salire in sella alla bicicletta e pedalare in tutta sicurezza lontano dal traffico cittadino, chi leggere un libro o un giornale comodamente seduto su una panchina in una zona priva di rumori. Inoltre si può prestare da laboratorio en plein air per scolaresche accompagnate da insegnanti e guide naturalistiche alla scoperta di decine di specie di piante e alcuni animali che popolano l’ambiente.

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