La Cappellina di Baroncelli: crocevia religioso, politico e artistico

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La Cappellina si trova in aperta campagna sulla collina di Baroncelli fra le più belle e panoramiche del comune di Bagno a Ripoli. Si tratta di un’importante testimonianza del culto, posta in un punto strategico all’incrocio di tre strade che hanno avuto importanza per i luoghi religiosi che da qui si possono raggiungere ancora oggi: la chiesa intitolata a S. Tommaso con un affresco della scuola del Beato Angelico e un crocifisso miracoloso del Quattrocento; la chiesa di San Quirico a Ruballa dove si venerava una Croce di scuola giottesca; il monastero dello Spirito Santo che custodisce le spoglie di Santa Umiltà e l’oratorio di Santa Caterina, celebre per gli affreschi di Spinello Aretino.

Oltre che un punto d’incontro religioso, l’oratorio rappresentava il nodo in cui s’incrociavano tre delle più potenti famiglie della zona e di Firenze: i Peruzzi, i Bardi e gli Alberti.

Il piccolo edificio religioso di Baroncelli che si presenta come una chiesetta con il tetto a capanna, anche se, probabilmente, esisteva già nel Quattrocento, è rappresentato per la prima volta nelle Piante dei Capitani di Parte del 1583.

La parete di fondo, all’interno, è interamente affrescata con la scena della Crocefissione. La nicchia presenta Gesù crocifisso sullo sfondo di un paesaggio con il profilo della città di Firenze con torri, campanili e la mole della cupola del Duomo.

La Maddalena abbraccia la croce, mentre ai lati due angeli in volo si avvicinano al Cristo; quello di sinistra raccoglie in un calice il preziosissimo sangue che sgorga dal costato. Nell’imbotte, in alto, sono collocate tre formelle circolari: Dio Padre benedicente che sorregge il libro aperto con l’Alfa e l’Omega; l’arcangelo Gabriele in atteggiamento di adorazione e la Vergine.

Considerazioni stilistiche e convincenti confronti dell’opera portano a ritenere l’autore della Crocefissione di Baroncelli un Maestro della seconda metà del Quattrocento: Biagio d’Antonio Tucci (1446-1516), formatosi nelle botteghe del Verrocchio, del Botticelli e dei Ghirlandaio.

Nel 2007 si è costituito un Comitato per il recupero dell’intero edificio. Dopo una serie di iniziative culturali per la raccolta di fondi, nel 2015 si è giunti finalmente a completare il consolidamento architettonico dei muri e del tetto. Nella primavera del 2016 è iniziato il lavoro per il recupero dell’affresco sotto la direzione della Sovrintendenza fiorentina e, finalmente, l’11 dicembre 2017 verrà inaugurata l’intera opera con una cerimonia a cui parteciperanno il professor Giovanni Cipriani e la restauratrice dell’affresco Daniela Dini.

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Massimo Casprini, classe 1943, nato e vissuto a Bagno a Ripoli e appassionatissimo di storia locale così come di fotografia e di viaggi.