Scuola di Legalità, gli studenti del Gobetti Volta incontrano Sandro Ruotolo

Due ore di confronto con gli alunni dell'istituto, Ruotolo: "coltivate l'amore per la libertà"

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Si è tenuto stamani presso l’istituto Gobetti Volta di Bagno a Ripoli l’incontro “A scuola di Legalità” al quale ha partecipato Sandro Ruotolo, giornalista di inchiesta attualmente sotto scorta a seguito delle minacce ricevute nel 2015 da Michele Zagaria, boss dei Casalesi.

All’incontro organizzato dall’istituto Gobetti Volta e dalla CGIL di Firenze, erano presenti anche l’assessore Francesco Pignotti, il dirigente scolastico dell’istituto Simone Cavari e il referente per la Toscana di “Libera” Don Andrea Bigalli.

“Lo scopo della mafia è quello di fare business, soldi ottenuti con l’intimidazione” – racconta Sandro Ruotolo – “più c’è crisi, più la domanda di mafia cresce. In Italia abbiamo comuni e asl che vengono sciolti per infiltrazioni mafiose, oggi la malavita fa affari e si relaziona con il potere. Oggi non si spara più, la malavita entra nella società attraverso gli affari, facendo venire meno la libertà di concorrenza. La sudditanza permette l’affermazione del crimine, oggi serve essere attivi, questo garantisce tutta una serie di diritti, tra questi quello più importante, la libertà dell’individuo. Voi ragazzi avete un’età dove potete esprimervi al massimo, coltivare l’amore per la libertà, mantenete le ali della vostra leggerezza ma sappiate una cosa…la conoscenza ci fa stare meglio!”

Nel suo intervento Don Andrea Bigalli, referente per la Toscana di “Libera”, ha posto l’attenzione sulle infiltrazioni mafiose, anche nella nostra regione, sia nel settore dell’agroalimentare che in quello della ristorazione.

 “Serve lavorare sul loro senso di impotenza, ci sono infatti molte cose che possiamo cambiare: vivendo la contemporaneità sembra sempre di essere schiacciati dalla logica dall’ineludibile e ineluttabile, ma non è così.” – racconta Don Andrea Bigalli, referente per la Toscana di “Libera” – “I ragazzi devono capire che si possono riprendere l’esistenza, il futuro la dignità, il lavoro, contemporaneamente serve che essi stessi si formino, su come riconoscere la dinamica dell’infiltrazione mafiosa e come contrastarla. Come entrare in un contesto di onestà personale, che non è altro che un elemento sovversivo e di cambiamento. In un momento storico in cui la corruzione rischia di diventare una regola, affermare la propria dignità rappresenta già un elemento fortemente significativo.”

Durante l’incontro sono stati proiettati anche due inchieste giornalistiche di Ruotolo, la prima riguardante un’intervista al primo pentito di mafia Santino Di Matteo e la seconda sull’omicidio della giornalista maltese, Daphne Caruana Galizia, tanta l’attenzione da parte dei molti ragazzi presenti all’incontro.

 “Una grande mattinata, siamo fieri ed orgogliosi di aver potuto patrocinare come amministrazione comunale questo momento, un tema quello della lotta alla mafia e all’indifferenza molto sentito dalla nostra comunità, un messaggio che oggi più che mai, deve partire dai ragazzi.” – ha dichiarato Francesco Pignotti, assessore comune di Bagno a Ripoli