Passeggiata: Dal Bigallo a Villa la Torre

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Dal Bigallo a Villa la Torre

Difficoltà: facile – Lughezza: 6 km circa – Tempo: 2 ore e 15 minuti – Calorie 231 – Co2 risparmiata 1,118 kg

Questa passeggiata comincia di fronte al bellissimo complesso del Bigallo, che si raggiunge percorrendo da Bagno a Ripoli via Roma fino ad incrociare via del Bigallo ed Apparita, dove subito dopo le imponenti mura dell’edificio c’è il parcheggio.

Siamo sulla vecchia Aretina, uno tra i più importanti tracciati dell’intricata rete viaria che fin da tempi remoti attraversava questo territorio per poi convergere verso Firenze.

Tra i numerosi luoghi di sosta per pellegrini e viandanti sorti lungo questi antichi percorsi, lo Spedale del Bigallo è certamente il più importante. L’ampia e severa struttura, annunciata da uno snello campanile a vela, fu fondata nella prima metà del 1200 dal ricco fiorentino Dioticidiede ed era conosciuto come “Spedale di Santa Maria a Fonteviva” per la vicinanza ad una ricca fonte d’acqua.

Camminiamo lungo la facciata mentre dagli ingressi secondari possiamo vedere scorci del bel cortile interno. All’angolo giriamo in via di San Quirico a Ruballa, per poi seguire la carrareccia detta “dietro le mura” perchè costeggia il muro di cinta dell’orto del Bigallo.
Entrando da una “breccia” aperta dal tempo in queste alte mura possiamo sbirciare cosa coltivavano i frati: alberi da frutto, olivi, viti e soprattutto erbe officinali.

La nostra passeggiata continua tra i tanti poderi una volta appartenuti al Bigallo, campi che venivano coltivati dai contadini locali per rifornire lo Spedale dei prodotti della terra.1

Il sentiero  arriva ad una colonica abbandonata con davanti una bellissima pianta di Passiflora, affacciata sulla radura che ci introduce in un uliveto dove c’è una panchina che sembra essere messa lì proprio per noi, che non abbiamo fretta e possiamo fermarci ad ammirare questo paesaggio. Non a caso la località si chiama “Apparita”, a sottolineare la bellezza del panorama, con Firenze che appare così vicina.

Curiosità
Il fiore delle piante che appartengono alla famiglia delle Passifloraceae è conosciuto come “fiore della passione” nome che gli fu attribuito dai missionari Gesuiti nel 1610, per la somiglianza di alcune parti della pianta con i simboli religiosi della passione di Cristo: i viticci la frusta con cui venne flagellato; i tre stili i chiodi; gli stami il martello; la corolla a raggiera la corona di spine.2

Tra scorci di grande bellezza proseguiamo fino all’incrocio con un viottolo, giriamo a sinistra e ci ritroviamo su via vicinale di Valcelli, uno stradone bianco che costeggiando le mura del Bigallo e scende fino a via Roma. Continuiamo sempre a sinistra e dopo pochi passi vediamo Villa le Corti a Ruballa, appartenuta ai Peruzzi dal XIII al XVII secolo.
Questa villa è una delle poche che conserva ancora l’aspetto fortificato che i palazzi signorili avevano nel Medio Evo, e forse proprio per il suo aspetto austero intorno alla “Cortaccia” sono sorte numerose leggende.
Una di queste racconta di una galleria sotterranea che collegava l’edificio al Bigallo, fatto poco credibile ma giustificato con malizia dagli antichi abitanti, visto che a Villa le Corti c’erano le monache ed al Bigallo i frati.3

Alla fine delle alte mura prendiamo via della Torre, guidati dalla vista della torre che da il nome alla strada ed alla prossima villa che incontreremo, anche questa appartenuta alla ricca famiglia dei Peruzzi fino alla fine dell’800. In quest’epoca la proprietà comprendeva anche 9 poderi con relativi annessi.

Da Villa la Torre torniamo indietro fino a via Roma, che attraversiamo per prendere via del Casone, bella strada vicinale che ci porta alla chiesa di San Quirico a Ruballa.

Arrivare a piedi di fronte alla semplice facciata di questa chiesetta di campagna, quasi nascosta tra la vegetazione, vi farà sentire veramente viaggiatori d’altri tempi. Seduti sul muretto davanti alla scalinata possiamo guardare l’alto campanile merlato, ma se ci giriamo l’apparizione di Firenze ci sorprenderà ancora una volta.

Continuiamo a salire per via San Quirico a Ruballa e arrivati davanti a Villa Querceto alla Catena prendiamo lo stradello sulla sinistra che arriva al piazzale davanti villa Valcelli. Nella prima metà del ‘400 questa appartenne a Niccolò di Cante Peruzzi, per poi passare ad altre facoltose famiglie fiorentine che in questa campagna investivano i guadagni derivanti dalle operazioni finanziarie e dal commercio.

L’ombroso sentiero che attraversa il parco di lecci e cipressi che circonda la villa ci riporta alla strada vicinale di Vicelli, dove grazie alle fasce bianche e rosse che indicano i sentieri del Gruppo Trekking Bagno a Ripoli riconosciamo il viottolo che costeggiando le mura dell’orto ci riporterà al Bigallo.

 

 

1) (G. Righi, “Itinerari d’arte per vie antiche” in Senza fretta, guide per attenti viaggiatori del pianeta, Bagno a Ripoli, Editoriale Tosca srl, Firenze)

2) Wikipedia

3) Borghi e colline. Un sentiero nel territorio di Bagno a Ripoli – Gruppo trekking Bagno a Ripoli – Edizioni Multigraphic Firenze

Il Percorso

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Photogallery

  • Dal Bigallo a Villa la Torre

    Il Bigallo

  • L'interno del Bigallo

  • Bosco di Lecci

  • La campagna circostante

  • La campagna circostante

  • Una casa colina

  • Le mura dell'orto del Bigallo

  • Panorama

  • San Quirico a Ruballa

  • San Quirico a Ruballa

  • Il sentiero

  • La Torre Peruzzi

  • Uliveto

  • Villa La Torre

  • Villa La Torre

  • Panorama

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La redazione del giornale eChianti.it