Cipriani Serramenti, un secolo di storia tra tradizione e innovazione | FOTO

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Una storia lunga quasi un secolo, in cui tradizione e innovazione si fondono per affrontare le sfide del futuro. In questa seconda puntata di “Storie d’impresa”, rubrica dedicata alle eccellenze imprenditoriali e industriali del comune di Bagno a Ripoli, facciamo visita a Cipriani Serramenti, azienda che dal 1920 produce porte e finestre di alta qualità.

Fondata dai fratelli Armido ed Ubaldo Cipriani all’inizio del ventesimo secolo, l’azienda si consolida e cresce nelle mani di Adriano ed Anselmo, figli dei fondatori, che la accompagnano fino agli anni ’70. È in questa fase storica che la Cipriani Serramenti, alla cui guida entra anche il nipote Andrea, conosce un vero e proprio “boom”, imponendosi anche a livello internazionale.

Agli albori del terzo millennio la società passa sotto la guida di Alberto Cipriani, figlio di Andrea ed esponente della quarta generazione che prosegue il cammino e lo sviluppo dell’azienda, che nel 2017 si ristruttura con l’ingresso nelle quote societarie del “Gruppo 66”, oggi al fianco della famiglia Cipriani nella conduzione.

«La nostra azienda – dice Alberto Cipriani, amministratore della società – rappresenta oggi la realizzazione di un progetto di evoluzione industriale da una matrice solidamente artigiana. Il nostro obiettivo è creare prodotti belli e performanti: nel nostro caso si parla di serramenti con elevate prestazioni termiche, acustiche e di resistenza al fuoco; il tutto inserito in una estetica molto ricercata».

Molto solido il legame con Grassina (la sede dell’azienda e lo stabilimento produttivo si trovano dal 1959 nella zona industriale di via Campigliano) e con il comune di Bagno a Ripoli: «L’attuale sindaco Francesco Casini – aggiunge – vede le aziende del proprio territorio come un patrimonio importante per il sostentamento delle famiglie ed un fiore all’occhiello della nazione. D’altronde, in questo comune ci sono attività di fama internazionale conosciute ed apprezzate in gran parte del pianeta».

I dipendenti dell’azienda sono circa 45, molti dei quali residenti sul territorio comunale, il fatturato si aggira attorno ai 7,5 milioni di euro, con una quota di export attualmente del 25% ma destinata a crescere grazie a specifici investimenti dedicati a questo obiettivo.

Il futuro? «È già oggi – conclude l’amministratore – Un grande imprenditore si è affiancato alla storica proprietà e con i propri consigli e vedute sta ampliando il mercato nazionale e quello internazionale. I prodotti che vogliamo sviluppare maggiormente sono quelli creati con il legno; ci sono sempre meno aziende in grado di lavorare a regola d’arte prodotti derivati da materie prime “naturali”. L’esperienza per la realizzazione di questi prodotti è qualcosa che non si impara in poco tempo e non si può copiare».