Bencistà

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La località, segnalata nella cartografia del 1774 come ‘casa da lavoratore del Sig. Bartolini’, comprende oggi alcune coloniche ristrutturate e un ristorante costruito negli anni Sessanta del Novecento come spazio di ristoro dell’annesso maneggio di cavalli. In quegli anni la loro presenza, maneggio e ristorante, rappresentarono una novità e riscossero un notevole successo, tanto che dagli abitanti locali, il luogo venne ribattezzato ‘I Cavalli’, sostituendo l’antico e curioso nome di Bencistà. Il maneggio rimase attivo per pochi anni ed ora è solo il ristorante a denominare la località.

 

Sull’origine del toponimo Bencistà vi sono alcune leggende. La prima circolava alla fine dell’Ottocento tra i contadini di Terzano e narrava che:

“Un giorno, alcune suore del monastero che si trovava sulla cima di Monte Cucco, contro il consiglio della Madre Superiora, si allontanarono per fare una passeggiata;quando furono sorprese da un temporale esclamarono: – Ben ci sta’!-

Tra i più vecchi abitanti di Terzano esiste ancora memoria di questa leggenda e in anni più recenti qualcuno raccontava ancora di alcune suore che proprio in questo luogo avessero esclamato: “Ben ci sta! Ci sta il dovere!”.

 

C’è anche una seconda storia riferita dai vecchi abitanti del Bigallo:

“Quando i soldati francesi scesero dall’Apparita verso Firenze, alcune monache, spaventate, scapparono dal Monastero; dopo un po’ di cammino furono colte da un temporale, si ripararono sotto una quercia ma un fulmine le colpì e uccise una di loro. Le sopravvissute si pentirono e dissero:- Ben ci sta’! Dovevamo rimanere al Bigallo!-. Questo fatto avvenne nel luogo dove ora c’è il tabernacolo.”

 

La terza leggenda, anche questa riferita da vecchi abitanti del luogo, dice di alcune monache che:

molestate da furfanti nel loro Monastero, si erano rifugiate in questo luogo e, trovatesi bene, abbiano esclamato: “Ben si stà!”.

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La redazione del giornale eChianti.it