Aldo, Vittoria e una merceria che profuma di storia e d’amore | FOTO

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Nel centro di San Donato in Collina, su Via Roma, c’è la Merceria Tortoli, uno dei negozi storici nel paese di confine fra Bagno a Ripoli e Rignano sull’Arno. Fra stoffe, aghi, spilli, nastri, elastici e bottoni, Aldo e Vittoria, marito e moglie, da oltre sei decadi continuano a portare avanti con passione l’attività aperta negli anni Cinquanta…

Ad entrare nella Merceria Tortoli, a San Donato in Collina, ci si sente subito accolti da una cortesia d’altri tempi. Aldo Casini (classe 1929) nato a San Donato in Collina e Vittoria Tortoli (1937) di Incisa Valdarno, gestiscono il negozio da sempre.

Aldo è fra gli abitanti più anziani del paese, una memoria storica importante. Ricorda il passaggio della guerra e la Battaglia dell’Incontro che lui, sfollato a Terzano con la famiglia, visse da molto vicino. Poi i giorni della fame e il periodo successivo al conflitto quando l’Italia si trovò a ripartire e anch’egli, giovanissimo, iniziò il mestiere. Quello che ancora oggi, dopo tanti anni, porta avanti con intatta passione.

Racconta che fu a 16 anni che si avvicinò al settore della merceria grazie a un signore che possedeva una fabbrica di confezioni. “Erano i primi anni del dopoguerra – ricorda – e insieme giravamo per il centro Italia: in Umbria, in Emilia Romagna e nel Lazio. Vendevamo pantaloni e altri articoli”.

Nel 1950 si presentò l’occasione di una bottega in vendita a San Donato, in Via di Montisoni, proprio di fronte alla chiesa. La sua storia come merciaio inizia allora, in negozio e come ambulante con la vendita porta a porta come usava al tempo.

“Con una Fiat Balilla a tre marce facevo il giro delle case coloniche: prendevo gli ordini e poi ripassavo con la merce la settimana successiva – ricorda – Le famiglie erano di dieci/quindici persone e si vendeva soprattutto a metraggio. Ci sistemavamo nell’aia, sotto al noce, per mostrare gli articoli e procedere alla compra vendita”.

Il suo racconto è un tuffo nella storia. E mentre parla par di vederlo, intento nelle trattative. Che, allora come oggi, non sempre andavano a buon fine. “Con i contadini – continua – si instaurava un bel rapporto anche se a volte le massaie mi facevano disfare mezza macchina e non compravano nulla. Comunque mi offrivano il caffè e spesso mi invitavano a restare a mangiare”.

Nel 1956 Aldo e Vittoria si sposarono – avranno un figlio e una figlia – e Vittoria, fin da subito, entrò in bottega. La domenica mattina, di buon’ora, apriva il negozio e dopo la funzione in chiesa le massaie si fermavano a fare la spesa. Poi “la messa tardi” e un’altra mandata di clienti.

Durante la costruzione dell’Autostrada del Sole, nei primi anni Sessanta, diventarono frequentatori della merceria anche gli operai che stavano al ‘K2’ (il casermone che fu costruito come base – proprio sotto al paese – per i lavoratori della galleria di San Donato).

Fu invece nel 1969 che Aldo e Vittoria trasferirono l’attività nel locale attuale, al centro del paese. Vittoria dietro al banco e Aldo sempre in giro come ambulante, attività che ha portato avanti ininterrottamente fino a poco tempo fa.

“All’inizio non mi piaceva tanto stare in bottega ma ora non verrei mai via – conclude Vittoria – L’unica cosa è che avendo tanti clienti di passaggio, di cui molti stranieri, vorrei saper parlare l’inglese”.

Oggi, dopo oltre sessant’anni, i due continuano a lavorare in bottega. Ogni giorno. Con una passione, una dedizione e uno spirito da fare invidia a tanti più giovani. Perché quella merceria non è un semplice negozio storico ma quella di Aldo e Vittoria è prima di tutto una bellissima storia di vita passata insieme.