Ginevra de’ Benci e il mistero de La Gioconda

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Giorgio Vasari ha convinto il mondo accademico che La Gioconda di Leonardo da Vinci fosse Lisa Gherardini. Ma lui non ha mai visto il quadro e ha scritto basandosi solo su voci vaghe e imprecise. Quindi, molti studiosi hanno formulato ipotesi sulla vera identità della donna rappresentata nel quadro più famoso del mondo.

ginevra-benciGli studi e le ricerche sul territorio ripolese ci hanno portato a supporre che sia stata Ginevra de’ Benci – chiamata affettuosamente la Bencina – nata nell’agosto 1457, probabilmente nella villa Il Poggio (oggi Belvedere, sopra Grassina) dove la famiglia si ritirava in villeggiatura. Durante l’inverno Ginevra e il fratello Giovanni vivevano nel palazzo di Firenze dove il padre Amerigo – facoltoso mecenate – accolse il giovane Leonardo, quasi coetaneo dei due rampolli.

A soli 17 anni Ginevra dovette sposarsi con Luigi Niccolini. Leonardo le fece il ritratto con il volto triste per un avvenire che non aveva potuto scegliere. Intorno alla testa le mise una corona di aghi di ginepro, pianta molto diffusa nelle proprietà dei Benci a Il Poggio e, sullo sfondo, raffigurò il panorama di Firenze proprio come si vede da lassù dove, probabilmente, si recava ospite degli amici.

Il quadro, intitolato La dama dei ginepri, non fu mai ritirato da nessuno perché nessuno l’aveva commissionato e rimase nel palazzo Benci fino all’estinzione della famiglia nel 1633 (oggi alla National Gallery, Washington).

Leonardo incontrò ancora la Bencina in quella casa dove aveva trovato amicizia e affetto. Per evitare pettegolezzi, nel 1482 Lorenzo Il Magnifico lo mandò da Lodovico Il Moro a Milano.

Caduti i Medici, Leonardo rientrò a Firenze nel 1503 e rivide Ginevra. Senza che nessuno glielo commissionasse iniziò il quadro conosciuto come La Gioconda. Ritrasse la donna nella sua matura bellezza in una posa simile a quella de La dama dei ginepri e nel paesaggio raffigurò un sentiero serpeggiante che si potrebbe identificare con quello che scende alla Cascianella dalla villa Tavernuzza che era diventata la residenza estiva dei Benci, sempre nella zona fra Antella e Grassina.

Quando Leonardo andò alla corte del re di Francia, l’unico quadro che si portò dietro fu La Gioconda – come una fotografia nel portafoglio – al quale lavorò ripetutamente fino alla morte nel 1519.

Ginevra morì a distanza di pochi mesi nel 1520, probabilmente alla Tavernuzza con i conforti di Amerigo Benci, pievano dell’Antella, suo familiare.

Le due donne fiorentine dipinte da Leonardo sono la stessa persona? Più di un critico d’arte ha affermato che «il dipinto di Ginevra preannuncia La Gioconda».

 

Nella foto: Ginevra de’ Benci in La dama dei ginepri (National Gallery, Washington)

 

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Massimo Casprini, classe 1943, nato e vissuto a Bagno a Ripoli e appassionatissimo di storia locale così come di fotografia e di viaggi.