Genitori perfetti? No grazie!

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Il genitore moderno è bombardato da manuali, decaloghi e mirabili consigli che il web e i media in genere dispensano quotidianamente. Subisce un’aspettativa di perfezione crescente, che rischia di trasformare la vitalità della relazione con i figli in un compito da eseguire, un esame da superare.

E se il genitore perfetto non esistesse?

L’utopia del genitore perfetto ha spesso a che fare con la difficoltà dell’adulto ad accettare non solo i propri limiti, ma anche quelli dei propri imperfetti genitori.

Quando si diventa genitori, i sentimenti che ci legano ai figli ci rendono particolarmente disponibili all’empatia: percepiamo le loro emozioni e ci immedesimiamo in loro, spesso ricordando la nostra stessa infanzia e con essa anche le sue frustrazioni. Più sentiamo che quelle frustrazioni per noi sono state difficili da tollerare e superare, più penseremo che i nostri figli non siano in grado di sopportarle.

Cercheremo allora di salvarli da questa sofferenza, rischiando di non distinguere più la nostra storia dalla loro.

Ma siamo davvero sicuri che le frustrazioni siano sempre negative?

La disponibilità del genitore a comprendere e supportare con fiducia gli stati d’animo del figlio, può aiutarlo ad affrontare la realtà e le frustrazioni che la accompagnano con curiosità e sempre maggiore competenza. Questo vale sia per il bambino che impara a camminare cadendo, che per l’adolescente che si scontra con le prime libertà e responsabilità.

Riuscire ad ascoltare e comprendere gli stati emotivi dei figli è più facile se siamo disponibili a farlo con noi stessi, come suggeriva Francoise Dolto. Nessuno è perfetto e se noi cercheremo ogni volta di riconoscere ed accogliere le nostre emozioni e imperfezioni senza negarle o vergognarcene, facendo leva sulle nostre qualità e cercando di trovare ogni volta un nuovo equilibrio, potremo diventare guide affidabili e disponibili nel percorso evolutivo dei nostri figli.

I figli hanno bisogno di genitori “sufficientemente buoni”, come scriveva Winnicott, capaci di mettersi in gioco con i propri limiti: la nostra imperfezione può diventare la nostra arma migliore!